Le famiglie nobili di Pescia avevano istituito un' Accademia scientifica e letteraria detta dei "CHETI". Questa Accademia aveva sede nell'antico palazzo del Vicario, dove era stato sistemato un teatro per le recite dei soci. A queste avevano preso parte alcuni artisti locali che furono presto espulsi perché ritenuti non abbastanza "nobili"o forse perché troppo bravi. Gli espulsi risentiti decisero di formare una loro Accademia e l'atto di fondazione fu rogato dal notaio Giulio Cesare Rosellini il 23 Dicembre 1715 . Era nata l'Accademia degli Affilati che aveva per motto "Tanto più si muove". I soci si impegnarono a fabbricare "in un luogo e sito conveniente... un Teatro con la spesa di scudi mille per recitarvi Commedie, e Opere virtuose". Fu scelto il prato di S.Francesco e, nel 1717, iniziarono i lavori, sotto la direzione dell'architetto Giovanni Antonio Tani. Nel 1927 il Teatro era ormai completato; i soci, quaranta quanti erano i palchi, avevano diritto a un palco personale, assegnato a sorte ,secondo un'estrazione che veniva fatta ogni anno a dicembre. Era nato così IL TEATRO DEGLI AFFILATI, che iniziò a offrire al pubblico commedie, opere, accademie musicali e vocali e veglioni in carnevale, fin dall'inaugurazione avvenuta nel 1728. Presiedeva l'Accademia un console aiutato da nove magistrati.
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